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Il mistero del diametro di Betelgeuse
Written by Administrator   
Wednesday, 02 September 2009

LA SICILIA 24 AGOSTO 2009

di LUIGI PRESTINENZA


Il mistero del diametro di Betelgeuse


Nella costellazione di Orione c’è una stella luminosa e notissima per la sua colorazione rossastra: ha nome Betelgeuse, ovvero alfa Orionis, e si sa che si tratta di una gigante rossa di enormi dimensioni. Peraltro, nel giro degli ultimi quindici anni, Betelgeuse ha visto diminuire il proprio diametro del quindici per cento.

Ciò è stato riscontrato da uno studio comparativo degli astronomi dell’Università della California a Berkeley, pubblicato sulle «Astrophysical Journal Letters». Il raggio di Betelgeuse è superiore a cinque unità astronomiche, ossia 750 milioni di chilometri e ciò significa che, messa al centro del nostro sistema solare, la stella oltrepasserebbe l’orbita di Giove.

Ora, la diminuzione riscontrata corrisponde a una perdita di diametro pari all’incirca al raggio dell’orbita di Venere. Osservare questi cambiamenti è stato giudicato sorprendente da Charles Townes, il fisico dell’università di Berkeley già premio Nobel per l’invenzione del laser e del maser. Che si è ripromesso di continuare a osservare attentamente la stella nei prossimi anni per accertare se continuerà a contrarsi o se tornerà alle sue dimensioni precedenti.

Peraltro, a dispetto della diminuzione del diametro, la magnitudine della stella, monitorata costantemente dall’«American Association of Variable Star Observers» non ha mostrato riduzioni significative. Secondo un altro dei ricercatori, Edward Wishnow, è possibile che nel fenomeno siano coinvolte gigantesche celle di convezione sulla superficie della stella, analoghe ai granuli che si osservano sul Sole, ma di ben altre dimensioni.

Ma di fatto non si sa perché la stella si stia contraendo. Se si pensa a tutto ciò che conosciamo sulle galassie e l’universo distante, dobbiamo dire che non sappiamo ancora molte cose sulle stelle, compreso ciò che avviene sulle giganti rosse alla fine della loro vita.

Mettendo da parte il Sole, Betelgeuse è stata in assoluto la prima stella di cui si siano misurate le gigantesche dimensioni: nel 1921 Francis G. Pease e Albert Michelson ne avevano stimato il diametro, con un sistema di interferometria ottica, trovando lo equivalente a quello dell’orbita di Marte.

Dalla misurazione del 1921 la sua dimensione è stata misurata con molti differenti sistemi interferometrici su un ampio spettro di lunghezze d’onda, con risultati che variano del trenta per cento. Tuttavia a una data lunghezza d’onda la stella non era mai variata al di là dei valori di incertezza delle misurazioni.

Queste, eseguite a diverse lunghezze d’onda non possono essere controllate direttamente, perché la dimensione della stella varia a seconda della lunghezza d’onda presa in considerazione: i gas delle regioni esterne, infatti, da un lato emettono luce dallo spettro e dall’altra la assorbono.

Per evitare l’effetto di confusione di questi assorbimenti ed emissioni, dai primi anni Novanta Townes e colleghi hanno usato l’Infrared Spatial Interferometer di Monte Wilson che, valutando la luce proveniente da una coppia di telescopi può essere regolato in modo da eliminare tali distorsioni. Ed è proprio dal confronto fra queste misurazioni che è emerso l’inaspettato fenomeno della variazione di diametro di cui s’è detto.

 
Cielo di settembre, Giove resta il re
Written by Administrator   
Wednesday, 02 September 2009

LA SICILIA 31 AGOSTO 2009


Cielo di settembre, Giove resta il re

di Luigi PRESTINENZA


Il luminoso pianeta Giove resta il dominatore nei cieli di settembre: a inizio mese culmina a sud proprio a mezzanotte, alla fine anticipa di due ore la levata e il transito a sud. Rimane piuttosto basso sull’orizzonte, non più di 32° al massimo, muovendosi fra le stelle del Capricorno, dove sarà comodamente osservabile, anche se occorrerà un ingrandimento piuttosto elevato per veder bene i dettagli superficiali, interessanti per i mutamenti che si verificano nelle grandi bande che solcano il disco. Le due equatoriali mostrano una quantità di dettagli e al bordo sud della banda sudequatoriale è ben visibile la celebre Macchia Rossa, che si presenta di un rosa pallido. Sempre interessante attenderla al momento dei transiti al meridiano.

Bastano medi o bassi ingrandimenti per seguire la ronda veloce dei quattro satelliti maggiori, soprattutto quando proiettano sul disco del pianeta la loro ombra nerissima. Interessanti pure le reciproche occultazioni. I dettagli superficiali dei satelliti stessi richiedono dei grandi strumenti: comunque ci sono stati mostrati dettagliatamente dalle sonde.

Vicino a Giove continuerà a mostrarsi il lento Nettuno, cinque o sei gradi a nordest: potrà dunque essere cercato e osservato. Altro pianeta in ottime condizioni di osservabilità per l’intera notte sarà Urano, in opposizione al Sole il giorno 17. Reperito al binocolo, si potrà osservare al telescopio con elevati ingrandimenti che lo mostreranno come un dischetto azzurro pallido. Inosservabile resta Saturno, esattamente in congiunzione col Sole, il che ci vieterà di vedere i celebri anelli presentarsi di taglio, il giorno 4. Continua a migliorare la visibilità di Marte che sorge nella seconda parte della notte, prima verso l’una e poi a mezzanotte: il diametro angolare resta modesto, passando da 5"8 a 6"6. I giorni migliori per osservare il passaggio al meridiano della Syrtis Maior, il dettaglio più noto, saranno quelli a cavallo del 15 settembre. Il pianeta si muove fra le stelle dei Gemelli, fra "eta" e "mi" Geminorum, per poi avvicinarsi alla "epsilon" e alla "delta" di questa costellazione. Venere, molto brillante, domina il cielo del mattino, precedendo il sorgere del Sole: il suo aspetto al cannocchiale sarà quello di una mezzaluna un po’ rigonfia e candidissima. Il bel pianeta nei primi giorni del mese si presenterà vicino al ricco ammasso stellare M44 nel Cancro, detto il Presepe, e verso il giorno 20 brillerà in vicinanza di Regolo, la stella più luminosa del Leone, ovviamente soverchiandola col suo splendore: entrambi saranno piuttosto bassi sull’orizzonte orientale. Quanto al veloce e sfuggente Mercurio, potrà essere cercato verso fine mese, una decina di gradi più in basso di Venere. La Luna, nuova è invisibile all’inizio del mese, sarà al primo quarto il 10 e una settimana dopo al plenilunio: si troverà vicina a Giove e Nettuno il giorno 2 e poi il 30; passerà non lontana dalle Pleiadi il 10 settembre, congiunzione che merita di essere seguita al binocolo. Gli asteroidi più a portata in questo mese saranno Isis, di decima magnitudine, Juno e Massalia. Interessanti i transiti della stazione spaziale, al mattino fra l’1 e il 4, alla sera fra il 6 e il 30. Settembre sarà avaro di comete luminose; delle costellazioni, mentre declineranno quelle tipiche dell’estate come Ofiuco e il Sagittario, culminerà il triangolo Vega (Lira) Deneb (Cigno) e Altair (Aquila), seguito dal quadrilatero di Pegaso da cui si diparte la fila di Andromeda con la sua celebre nebulosa, evidentissima al binocolo. Dopo Andromeda, Perseo, Cassiopea,e il Toro con la rossa Aldebaran, preceduta dalle Pleiadi.

 
Nel 2016 missione italiana su Marte
Written by Administrator   
Friday, 21 August 2009

LA SICILIA 17 agosto 2009


Nel 2016 missione italiana su Marte

di Luigi Prestinenza

Nel futuro dell'Asi, l'Agenzia spaziale italiana, c'è una missione robotica diretta al pianeta Marte. Questa volta il robot programmato e preparato dall'Esa, con tutti gli accorgimenti consentiti dalle nuove tecnologie, si chiama Exomars, e l'investimento italiano previsto per la spedizione è di 281 milioni di euro, trentuno di più dei 250 già stanziati.
Exomars, secondo quanto ha spiegato il presidente dell'Asi, Enrico Saggese, va a inserirsi nel nuovo piano di cooperazione fra la Nasa e l'Esa appena approvato, battezzato Meji (da Mars Exploration Joint Initiative) e finalizzato a nuove e più approfondite esplorazioni del pianeta rosso, per strappargli gli ultimi segreti.
Il piano che adesso si delinea chiaramente nelle sue linee guida viene dalla consapevolezza delle ingenti somme che vanno impegnate per incrementare e approfondire le ricerche su questo fronte di esplorazione; e anche dall'atteggiamento della Casa Bianca, che adesso sollecita dai suoi partner una maggior cooperazione internazionale, ciò in particolare dall'Europa.
La partenza di Exomars è fissata per il 2016, e le anticipazioni sulla nuova missione son venute fuori in occasione della presentazione del bilancio dell'Asi per l'anno 2008. Le nuove aree su cui si pensa di investire riguardano la Terra, i programmi rivolti alla Luna e al pianeta Marte, e le ricerche che la stazione spaziale consente di effettuare. E' già previsto per l'anno prossimo un nuovo volo sulla stazione orbitante dell'astronauta italiano Roberto Vittori.
L'Asi è dunque uscita dal periodo di commissariamento e con la nomina del nuovo direttore generale Luciano Criscuoli, che viene dal ministero della Ricerca, si avvia verso la normale gestione. Rimangono da completare gli altri organi. Tra le novità annunciate c'è la partecipazione delle Regioni ai programmi spaziali: contatti sono già stati fruttuosamente intavolati con cinque di queste e precisamente con Molise, Sicilia, Puglia, Basilicata, Campania, che pensano di far convergere proprie risorse nell'Agenzia per i programmi futuri.
Secondo il ministro Mariastella Gelmini saranno anche avviati programmi che vedranno realizzarsi l'auspicata compartecipazione tra pubblico e privato, in particolare nel settore delle nuove telecomunicazioni, che è sempre di stretta attualità e meritevole di particolari attenzioni. In un prossimo futuro si delinea pure una importante cooperazione con lo Stato di Israele, secondo un primo accordo firmato il 29 marzo scorso, e da definire nel prossimo settembre, in un ulteriore incontro fissato a Tel Aviv.
L'intesa è mirata anche alla realizzazione di un sistema operativo per l'osservazione dell'ambiente, che oggi è da valutare sempre più importante e meritevole di interesse e di attenzione.
Per l'anno prossimo è previsto il completamento della «costellazione» di satelliti CosmoSkymed, con il lancio del quarto satellite: questi satelliti sono programmati per scrutare la Terra con i radar. Intanto è entrata in azione la società E-Geos, creata da Asi e Telespazio per commercializzare le immagini raccolte dai CosmoSkymed.
Se ne delinea già un largo successo: fin qui sono state ricevute non meno di 170 proposte, di cui centoventi da tutto il mondo, dalla Cina agli Usa, e cinquanta dall'Italia.


 

 
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